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domenica 23 giugno 2013

Astratto.

[...]Senso di soffocamento. Stava a casa da solo, il silenzio, fuori ancora di più, una doccia veloce, sembrava stesse bene. Una cena veloce davanti la tv, vedeva la notte scendere. Pensava che stava bene da solo, anzi il pensiero di qualcuno lo ripugnava, voleva prendere in mano le redini della propria vita, per una volta sentirsi sicuro, di fare la scelta giusta, anche se non c'era niente da scegliere. Sentiva come se fosse guidato da un filo conduttore, come se tutto fosse già stato scritto, e lui consapevole del fatto si lasciava guidare, sprofondando, sempre più in basso. Era convinto che una volta presa coscienza della sua situazione, capendo il meccanismo del perché certe volte si sentiva così strano, così male, avrebbe trovato il modo di risolverla, ancora non era pronto. Pensava al futuro, al fatto di non potere continuare a vivere nell'angoscia, di avere davanti qualcosa di concreto, ma di non poterlo affrontare; non per la paura in se, ma per la paura di avere paura di stare male. In fondo non era un tipo complicato, all'apparenza un sempliciotto, dentro no. [...]

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