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giovedì 16 maggio 2013

Nel frattempo in Ivanlandia...

Mi fa troppo strano solo pensarlo, quindi immaginate come mi senta a scrivere di una persona che ho incontrato, NELLA VITA REALE. Cari amici siamo ad una svolta, ormai sapete che sono anni che indago sui sentimenti, sulle relazioni che possono crearsi con le persone sui social network, qualcuno è pure arrivato ad innamorarsi via internet, senza aver mai visto quella persona in carne ed ossa (non sono io, forse...). Comunque ho sempre parlato d'amore, di sentimenti, di relazioni senza averne mai avuto una seria - attenzione, neanche ora c'è l'ho (sembrava troppo bello eh?) - senza mai soffermarmi su un piccolissimo punto "ma la voglio veramente una relazione?".

Stavo dicendo che ho incontrato lui, sulla carta perfetto: occhi scuri, capello scuro, simpatico, carino, né troppo romantico né troppo merda, né troppo altro né troppo basso, né troppo bello né troppo brutto, in pratica la standardizzazione del mio prototipo ideale di ragazzo. Questa volta mi sono detto: << Mi accontento>>, e da questa frase sono derivate un casino di complicazioni, per prima il fatto che dovessi sforzarmi di farmelo piacere, arrivare a pensare: <<Forse è il primo (e l'ultimo?) ragazzo che mi capiterà, quindi devo tenermelo)>>, seconda e non per ordine di importanza "e se puzza di ascelle caro Ivan, ti accontenteresti lo stesso?", considerazioni assurde tutte svanite dopo il primo appuntamento. Il fatto che non puzzasse di ascelle mi ha fatto dormire sogni tranquilli dopo notti passate nell'incertezza, più il fatto che è di un carino assurdo, già via messaggi o quelle poche chiamate fatte prima del fatidico incontro (l'ansia che avevo quel sabato non era normale) mi avevano portato a considerarlo "adorabile", ma di presenza è tutta un'altra cosa. Mi viene a prendere davanti casa, mi apre lo sportello dell'auto, mi porta al bar, con tutta gentilezza mi chiede se "andiamo a fare un giro" (il sesso in questo caso è stato abolito, almeno fino al quarto appuntamento), mi riaccompagna a casa e il giorno dopo si fa pure sentire. Ora mettetevi nei miei panni: durante la mia triste vita ho incontrato pochissime persone (se così si possono definire) tutte merde, e sotto casa mi arriva questo prototipo-ragazzo-perfetto, mi sono sentito come se il natale fosse due volte l'anno. Dato la mia natura diffidente su tutto e tutti, non posso fare altro che chiedermi: "dove cazzo sta il trucco?", oppure mi merito vero un poco di felicità? Alla prossima puntata.

2 commenti:

  1. Goditi il momento senza troppi fronzoli. Il pensare che sia "troppo bello per essere vero" potrebbe avere ripercussioni sul tuo stato d'animo e su quello che può trasparire tra voi due. Ivan, caro, goditi tutto ciò che puoi con la consapevolezza che è un bel momento. Non ti devi mai accontentare ne forzarti, non sarà il tuo ultimo ragazzo perché è decisamente impossibile alla tua (quanto alla mia =P) giovane età e ricorda che devi essere sempre sicuro di te, senno' la vita ti mette sotto. Mi fa piacere questa piccola parentesi positiva e il fatto che ti fai tante domande fa intendere quanto in realtà tu ci tieni a questo successo, ovviamente, sperando che possa crescere. Ancora, goditi il momento senza pensare troppo se è vero, finto, durevole o meno.. Sorridi, ora che puoi. Cerca di farlo sempre.
    Saluti :)

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    1. Dopo alcune esperienze di merde uno deve farsele le domande! Sul fatto che sia "l'ultimo ragazzo" c'è da lavorarci parecchio, come tu sai abito in fondo al culo e trovare persone "speciali" (non dico frosci, che poi si offendono) è un poco complicato, ma per ora mi va bene così, è arrivato senza che cercassi tanto, non dico di essere felice, ma sto bene (nei limiti della mia concezione di stare bene) Grazie Mirko, ciao!

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