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sabato 27 aprile 2013

Ansia.

Ansia. Ansia quella "bella" diciamo. L'ansia di quando sai per certo che qualcosa nella tua vita sta cambiando, e sta cambiando in meglio anche se hai paura a pensarlo, perché potrebbe portare sfiga. "Sta per succedere qualcosa, ma quando?". Ora? Tra un'ora? Tra un mese? Quando guardi l'orologio sembra fermarsi, e lui ti guarda ridendo di te. Il tempo cambia, un'ora può sembrare un minuto e un minuti un'ora.

Gli ultimi tre giorni sono stati un mix di ansia e paura, paura per me stesso. Non voglio starci male per un'altra persona senza cuore, perché pure il mio ormai è a pezzi. Saprai ripararlo?

E se mi sforzerò di volerti, come se fossi un oggetto? La spontaneità non è il mio forte.



Ora mi ritrovo a dondolarmi avanti e indietro con il corpo, seduto sulla sedia, davanti questo pc. Il mio modo "autistico" per scaricare l'ansia, e aspettare il telefono che squillo per catapultarmi dall'altra parte della scrivania per vedere che è solo una email. Aspetto te invece. Ed ho paura. Tanta paura.

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