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sabato 9 giugno 2012

Storia di quotidiana vita alla Ivan

Mi dispiace dirvi che: 
a) sono ancora vivo
b) non mi interessa quello che la gente ha da dire sui miei comportamenti 
c) sono felice di essere gay 


Sono ancora vivo non perchè non stavo rischiando di morire fisicamente, ma psicologicamente. Vivere in paesino di merda come questo non è facile, soprattutto se sei gay e... sei gay. Se i tuoi genitori non ti accettano per quello che sei e se quando cammini per strada tutti (o quasi) ti fissano come se avessi il tifo o qualche altra strana malattia. Sono ancora vivo grazie a me stesso e devo ringraziare il mio cervello che dopo anni ha capito che di tutta questa situazione si può ricavare una forza incredibile. L'umorismo aiuta tanto, tantissimo. Magari non sarò la "Madre Teresa Di Calcutta" dei gay, ma quasi (?). L'altra sera ero al bar e stavo per recarmi al bagno per esplicare una funzione fisiologica fondamentale causata da un inibizione della secrezione dell' ADH (ormone antidiuretico). Avevo bevuto litri di birra e mi stavo pisciando addosso, in parole povere. Entro nel bagno dei maschi e mi segue una mia amica, quando usciamo ci troviamo davanti una specie di essere bipede con due braccia attaccate ad un busto di consistenza molliccia (al confronto Homer Simpson è anoressico) di circa 3mq. La testa in confronto al resto del corpo è come una stella nell'immensità di un cielo notturno. Si guarda con fare perplesso e fa :< Ma questo non è il bagno dei maschi? Che ci fa lei qui?>. < C'ha un cazzo così> rispondo allargando le braccia per quanto mi è stato possibile, dato che lui occupava per intero il corridoio. <Eh... quello che non hai tu> rispose soddisfatto di quella risposta, tanto triste quando squallida. In quel momento mi serviva una risposta tagliente e offensiva per farlo rimanere sbigottito. <Ma tu riesci a vederlo il tuo con tutta quella pancia?>. Mischino se ne è entrato in bagno senza dire una parola, rosso dalla vergogna. Qualche giorno dopo per puro caso l'ho incontrato di nuovo in quel locale, sono passato e lui ha abbassato gli occhi, mortificato. Questa cosa che mi è successa mi ha fatto capire che siamo nati così, perchè non accettarci per quello che siamo? Io sono gay e ne sono fiero, tu sei una vacca e ne devi andare fiero (oppure fai una dieta). Io non mi offendo quando la gente mi butta merda addosso, anzi cerco di farne una forza, penso :< grazie, grazie, nel bene o nel male mi state cagando, non mi fate sentire invisibile, grazie!>.
Chi cazzo sei tu per giudicarmi, quando sei tu il primo che non ti accetti per come sei? 

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